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25/02/2018 - Teatro Annibal Caro
ore 21.15

Compagnia Virgilio Sieni

PULCINELLA QUARTET



coreografia e regia Virgilio Sieni
musica Michele Rabbia eseguita dal vivo dall'autore
interpretazione e collaborazione Claudia Caldarano, Maurizio Giunti, Lisa Labatut, Davide Valrosso
assistente alla coreografia Giulia Mureddu
costumi Elena Bianchini e Virgilio Sieni
luci Mattia Bagnoli
produzione Compagnia Virgilio Sieni / Centro di produzione nazionale sui linguaggi del corpo e della danza in collaborazione con Fondazione Federica e Brunello Cucinelli e Teatro Stabile dell'Umbria

Pulcinella non recita soltanto, ma vive "all'improvviso". Per questo, benché pratichi occasionalmente tutti i mestieri, la sua vita è essenzialmente inoperosa. Si direbbe che le attività cui si dedica sono fatte seriamente e, tuttavia, per una sorta di scommessa, "all'improvviso". [Da G.Agamben, Pulcinella ovvero divertimento per li regazzi]

Cosa vuol dire essere avventurosi se non lasciarsi al gesto del camminare, e poi del danzare, della verità del danzare, un procedere liberamente? Lo spettacolo raccoglie un ciclo di danze che alludono alla figura di Pulcinella: avventure attraverso il corpo esplorate da un gruppo di danzatori. Come "trovatori" di gesti, essi mettono in opera una serie di coreografie slanciate sui temi dell'abitare lo spazio, della gravità, del gioco e della leggerezza. Fughe avventurose nella radura dello spazio, nelle infinite prospettive continuamente percorse da incontri, avvicinamenti e condivisioni. Le danze in serie svelano danzatori destinati alla loro storia, ai loro racconti: esplorazioni sulla postura dell'uomo nelle sue declinazioni antropomorfe, nei tragitti apparentemente marginali posti nelle pieghe del gesto. Il gesto istintivo incontra un continuum di dettagli fisici irregolari e improvvisi di storie e vissuti, margini e scarti, a indicare una mappa dell'uomo che guarda alla natura e alla costruzione di un chiasmo, un luogo dell'incontro e dell'intreccio. Nei margini e negli scarti del movimento emergono oltremodo le briciole del contemporaneo.